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Il calcestruzzo: pratiche da evitare in cantiere



Parte 1

Le aggiunte di acqua possono danneggiare la miscela del calcestruzzo compromettendone la qualità sia in termini di resistenza sia in termini di durabilità perché viene modificato il rapporto acqua/cemento.



Parte 2

Va posta cura e attenzione al confezionamento dei provini cubici del calcestruzzo, fondamentali sia per il cliente che per il fornitore poiché sono lo strumento che permette di testare la qualità e la resistenza del prodotto.



Parte 3

La maturazione del calcestruzzo è un passaggio fondamentale per la qualità del materiale poiché è la fase in cui il prodotto acquisisce le sue definitive caratteristiche di resistenza e durabilità, dunque l’ottenimento del risultato atteso.



Parte 4

Quando il calcestruzzo arriva in cantiere, è fondamentale rispettare le procedure di accettazione previste dalle Norme Tecniche per le Costruzioni (NTC). Queste regole servono a garantire che il materiale utilizzato abbia le caratteristiche di resistenza e durabilità richieste per la sicurezza dell’opera.

Tuttavia, in molti cantieri, le procedure di controllo vengono eseguite in modo scorretto o addirittura ignorate. Tra le pratiche più rischiose ci sono:
❌ Prelievi eseguiti in modo irregolare o da personale non qualificato
❌ Attrezzature non idonee che compromettono la rappresentatività del campione
❌ Manomissione del calcestruzzo con aggiunta di acqua, prima o dopo il prelievo
❌ Utilizzo di un unico prelievo per più giorni di getto senza adeguati controlli

Errori di questo tipo possono alterare la qualità del calcestruzzo in opera, generare contenziosi tra impresa e produttore e, soprattutto, compromettere la sicurezza strutturale.

👉 Come eseguire correttamente i prelievi?
Atecap ha realizzato questo video per spiegare in modo chiaro quali sono le pratiche scorrette da evitare in cantiere e come eseguire i controlli di accettazione secondo le normative vigenti.



Parte 5

La quinta puntata affronta un tema tanto diffuso quanto sottovalutato: le modifiche artigianali ai terminali delle autobetonpompe e delle pompe per calcestruzzo.

Partendo da esempi reali, il video mostra come l’aggiunta di componenti non conformi — prolunghe metalliche, curve a S, “collo d’oca”, boccole, chiusure improvvisate — rappresenti un rischio grave per operatori e imprese. Si tratta infatti di elementi non previsti dal costruttore, privi di marcatura CE e non conformi alla norma UNI EN 12001: soluzioni nate per “comodità”, ma che possono compromettere la stabilità del sistema e generare movimenti incontrollati o improvvisi aumenti di pressione interni, con conseguenze potenzialmente devastanti.

La puntata richiama con forza la responsabilità condivisa di tutti gli attori coinvolti – fornitore, impresa esecutrice, tecnico incaricato – ricordando che, in caso di incidente, l’utilizzo di componenti modificati ricade direttamente sulle scelte operative adottate in cantiere. La sicurezza non è un optional né un adempimento formale: è un principio fondativo della professionalità del settore.

Con questo nuovo episodio Atecap ribadisce un messaggio chiaro: no alle modifiche improvvisate, no ai terminali non conformi, sì alla prevenzione, alla formazione e al rispetto delle regole.

Investire nella consapevolezza degli operatori significa prevenire, proteggere e lavorare meglio. Guarda il video per scoprire esempi concreti, rischi reali e le indicazioni utili per evitare pratiche scorrette che ancora oggi compaiono troppo spesso nei cantieri.